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Pesca,Reti e Nodi 

 

 

 

 

gt_08.11.2007_0119La PESCA è l'attività di cattura e prelievo dei pesci a fini economici. Ha tradizioni molto antiche e utilizza attrezzature tra le più diverse a seconda delle caratteristiche delle specie da catturare.
La tecnologia sviluppatasi nel corso degli anni ha permesso sia di aumentare la quantità del pescato sia di migliorare le condizioni e la sicurezza di lavoro elevando la qualità della vita dei pescatori.  

L’evoluzione tecnologica dei moderni pescherecci e delle tecniche di pesca si appoggia su tre direttive principali:
1. meccanica

2. elettronica

3. chimica

1.     La meccanica ha permesso, dopo la seconda guerra mondiale, l’installazione nelle imbarcazioni di motori a combustione interna di potenza sempre maggiore, la costruzione di scafi modificati per migliorare l’ambiente di lavoro e di vita degli equipaggi (abitabilità a bordo, sicurezza dell’ambiente di lavoro, ecc….), nonché l’uso di verricelli automatizzati per agevolare le salpate

2.     Le possibilità offerte dalla tecnologia elettronica si concretizzano in strumenti sofisticati (radar, sonar, scandagli, avvistatori, ecc…) che garantiscono una navigazione sicura e la localizzazione di banchi di pesci a profondità certe

3.     La tecnologia chimica, creando nuovi materiali sintetici (resine, nylon, polietilene, polipropilene, ecc…), è stata impiegata per confezionare reti più tenaci e meno soggette a logorio, come invece accadeva a quelle di Manilla-sisal o di canapa

 

Reti al traino radenti o a strascico
Si tratta di attrezzature che vengono trainate “strisciandole” sui fondali per catturare le specie ittiche che vivono a contatto con il fondo marino che di solito sono tra le più pregiate dal punto di vista commerciale (sogliole, rombi, naselli, rane pescatrici, ecc..)

Sono attrezzi “attivi” perché trainati da pescherecci (un’unica barca per rete) ad una velocità tale da mantenere aperta l’imboccatura.

In origine le prime reti erano trainate da due imbarcazioni a vela che agivano in coppia per ottenere condizioni di traino sufficientemente costanti a tali da garantire il corretto assetto dell’apertura orizzontale della rete, poi si escogitarono attrezzi con l’imboccatura rigida - telaio – poiché consentiva a particolari strutture, denominate divergenti, di sviluppare delle forze idrodinamiche tali da provocare l’apertura della bocca della rete.

La tipica rete a strascico è la tartana (strascico di tipo italiano), a forma di cono, nella quale si distinguono tre parti: le braccia, il corpo e il sacco.

Se utilizzato in aree di ripopolamento, ha un impatto violento sull'ambiente marino.

 

Reti al traino galleggianti

mf_08.11.2007_0017Le attrezzature impiegate in questa attività tendono in modo specifico alla cattura delle specie pelagiche, cioè di quei pesci che vivono negli strati intermedi del mare compresi fra la superficie e il fondo, come alici, sardine, sgombri, ecc…

Hanno quindi la particolarità di essere svincolate dal contatto con il fondo.

La Larsen, che i pescatori chiamano “coccia volante” o semplicemente “volante” (comparsa agli inizi degli anni ’60 in alternativa alle reti a circuizione), è una rete flottante, simile alla tartana, ma trainata a mezz’acqua da due pescherecci di caratteristiche pressoché simili, che viene utilizzata per la cattura del pesce azzurro. Trainata da due natanti, può essere utilizzata a diverse profondità. E' costituita da molti pezzi a maglie diverse. E' utilizzata per la pesca del pesce azzurro di piccola taglia e cefali, sgombri, suri ecc.

Da circuizione

Sono reti calate in cerchio per circondare il branco dei pesci; vengono chiuse sul fondo con una cima e recuperate come un sacco. Sono recuperate in modo da ridurre progressivamente lo spazio entro il quale il pesce può muoversi, fino al punto in cui è facile prelevarlo e portarlo a bordo, tramite l’uso di attrezzi ausiliari quali pompe o arpioni a seconda del tipo di pesca effettuata. Sono usate in particolare per piccoli e grandi pelagici: sardine, alici, palamite, tonni, ecc. 

Da posta

Le reti da posta sono attrezzi “passivi” perché, calati verticalmente, rimangono fermi. I pesci, quindi, vengono imprigionati per ammagliamento o per imbrocco.

Queste reti sono tra gli attrezzi più antichi come tradizione di pesca, ma non certo antiquate nel loro uso, dal momento che sfruttano i più recenti ritrovati per la loro costruzione, si è giunti all’impiego di fibre sintetiche che permettono la costruzione di maglie sottilissimi e molto resistenti al pesce che si dibatte per liberarsi oltre che rendersi invisibili alla vista del pesce.

Si distinguono in:

  •  Fisse
  •  Derivanti
  • Circuitanti

Sono usate per la pesca di pesci bentonici (triglia, sogliola, cefalo, suro, sarago, mazzola, sgombro, molluschi, crostacei ecc.)

 

 

Le nasse e i cogolli sono reti ad impianto fisso costruite come trappole, perché la cattura del pesce avviene in una parte dell’attrezzo da cui è impossibile fuggire.

L’incanalamento del pesce verso questo punto è ottenuto o per attrazione dalle esche poste all’interno della trappola o sistemando gli attrezzi in base alle conoscenze acquisite sulle abitudini e sugli spostamenti degli animali marini che si intendono catturare

 

Nasse
si pongono sul fondale dove vengono introdotte esche per attirare pesci, molluschi e crostacei. Vengono calate in serie per aumentare la capacità di cattura. Sono generalmente fatte a mano in rete o in filo di ferro ed hanno la forma di un imbuto. La pesca con questi attrezzi viene effettuata nel periodo primaverile-estivo


Cogolli
nasse a forma di cono o a mezza luna, costituiti da lunghi sbarramenti in rete che hanno la funzione di guidare i pesci verso le trappole.

 

Ami
thumb_mf_08.11.2007_0716La pesca con ami è senz’altro uno dei sistemi più diffusi e antichi nel mondo, sia per la
facilità di costruzione dell’attrezzo, sia per la semplice manovrabilità ed adattabilità a tutte le condizioni ambientali.

Generalmente nella pesca professionale, gli ami vengono impiegati per confezionare “lenze, palamiti e palangari”.Le lenze sono attrezzature costituite da un amo legato ad un filo che, in funzione del loro impiego, si distinguono in lenze a mano, a canna, al traino. Il loro uso è prevalentemente legato alla pratica della pesca sportiva, data la necessaria presenza in continuo dell’uomo. thumb_mf_08.11.2007_0281
I palamiti sono costituiti da un lungo cavo sottile (trave, letto, madre) da cui si dipartono, a regolari distanze, cimette col relativo amo innescato.

I “palangari si diversificano solo per le maggiori dimensioni e questo tipo di pesca si effettua generalmente di notte, calando al tramonto e salpando all’alba.

 

 

Reti a trazione verticale

Per trazione verticale di una rete si intende quella compiuta dal basso verso l’alto. Le più note sono la quadra e la bilancia.

La rete quadra deve il suo nome alla forma ed è costituita da maglie larghe alla periferia e da maglie sempre più strette man mano che si procede verso il centro. Calata che sia la posto voluto, si cosparge di “pastura”, cioè minuscoli pezzetti di sostanze putrescenti ed appetibili per i pesci. (pastura). Quando i pescatori ritengono che sul fondo della rete si sia raccolta una discreta preda, al grido “leva-leva” sollevano i quattro angoli della rete così che il pesce è costretto ad insaccarsi nel centro della rete stessa.

La bilancia è simile alla quadra ma è impiantata lungo le rive, i moli dei porti, nei canali e dovunque sia possibile calarla e sollevarla per mezzo di argani. La rete di forma quadrata è fissata all’estremità di quattro pertiche che sono ricurve e disposte a croce: nel punto centrale di incrocio si trova l’estremità della corda o della catena che, mediante un argano a mano o elettrico, può essere sollevata e i pesci che eventualmente si trovano nello specchio di acqua sovrastante la rete, rimangono imprigionati.

 

NODI
Per un marinaio è indispensabile conoscere i nodi adatti per ogni situazione.
Ci sono nodi do arresto fatti per evitare che una cima si sfili da un foro, nodi di giunzione per unire tra loro due cime, nodi di avvolgimento e gasse per legare una cima ad un corpo qualunque o per ormeggiare. Questi ultimi devono essere facili da sciogliere.

 

 

 
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