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SULLE TRACCE DEI "MALAVOGLIA"
Il viaggio di Pescaturismo, "Sulle Tracce dei Malavoglia" inizierà percorrendo un itinerario che, partendo dal porto di Catania, permetterà di raggiungere il borgo di San Giovanni li Cuti, per poi condurci verso il borgo di Ognina, passare da Acicastello ed Acitrezza, fino ad arrivare a Capomulini.
Mattino ore 9.30 circa Ritrovo presso il Porto di Catania ed imbarco a bordo del peschereccio;
Accoglienza a bordo ed inizia il viaggio con una spiegazione dell'attività svolta dal pescatore professionista; La prima sosta è lungo il litorale della spiaggia di "San Giovanni li Cuti" che prende il nome dai ciottoli lavici (nome siciliano: cutilisci) che formano la spiaggetta molto amata dai catanesi. Si può osservare una piccola strada che costeggia il mare intorno alla quale si concentrano le più importanti attività del borgo: i piccoli ristoranti, il porticciolo turistico e soprattutto la spiaggetta di ciottoli neri. Si continua ammirando l'imponente scogliera lavica del Rotolo fino a raggiungere, dopo poco più di 2 chilometri la nostra seconda meta: il villaggio di pescatori di "Ognina". In questo punto sorgeva l'antico porto di Ulisse, sotterrato dalla colata lavica del 1381. Il Borgo Marinaro di Ognina è un luogo molto conosciuto da tutti i pescatori perché lì sorge l'antica chiesa dedicata alla Vergine Maria, conosciuta da tutti i pescatori come la "Madonna di Ognina" soprannominata "Bammina"... "Pareva San Michele Arcangelo in carne ed ossa, con quei piedi sul tappeto, e quella cortina sul capo, come quella della Madonna dell'Ognina..." scrive il Verga nei Malavoglia. Attualmente il borgo è attrezzato di un porto sia per barche da diporto che per pescherecci di pesce azzurro. Caratteristico è il mercatino del pesce che si svolge tutte le domeniche mattina. Superato il borgo di Ognina, ci si immette lungo uno dei più suggestivi e pittoreschi litorali della costa ionica. Percorrendo questo tragitto in barca, dalla quale si ammira un suggestivo paesaggio basaltico popolato di alberghi e strutture balneari a strapiombo sul mare, si giunge all'abitato di Aci Castello. Qui si rimane folgorati dalla straordinaria e imponente visione del Castello Normanno fatto costruire dal conte di Ruggero nel 1076, realizzato su una rupe di pietra lavica a picco sul mare Ionio, dove al suo interno oggi è ospitato il Museo civico. Continuando il nostro viaggio si possono ammirare le straordinarie geometrie delle formazioni laviche, il piccolo porto ed il lungomare con - in lontananza - il meraviglioso sfondo dei Faraglioni. Si prosegue per raggiunge la zona di pesca in cui sono state calati i palangari o le reti nelle prime ore del mattino, si assiste alle operazioni di salpamento con nozioni sulle specie pescate, sull'ambiente marino che caratterizza la zona e con nozioni sui sistemi di pesca in uso alla marineria locale. Terminate le operazioni di pesca professionale l'itinerario prosegue raggiungendo gli splendidi tratti di mare antistanti, il borgo marinaro di Aci Trezza. Pittoresco villaggio di pescatori in cui Giovanni Verga ambientò il romanzo "I Malavoglia", capolavoro della letteratura verista, e dove Luchino Visconti, ispirandosi al romanzo Verghiano e suggestionato dal paesaggio lavico nel 1947, girò "La Terra Trema", impiegando nel cast le popolazioni locali. Di fronte al piccolo borgo si apre il meraviglioso spettacolo degli alti scogli basaltici ben più noti come "Faraglioni" o "Isole dei Ciclopi" che la mitologia vuole siano stati lanciati dal "Ciclope Polifemo" contro la nave di Ulisse dopo che questi lo aveva accecato. In questi meravigliosi tratti di mare è possibile scendere dalla barca e approfittare della cristallinità delle acque per un bagno o visitare il più grande degli scogli, mentre a bordo si svolgono i preparativi per il pranzo a base del pesce tirato su con le reti o il palangaro la mattina stessa. Terminato il pranzo, c'è tempo ancora per un po' di relax immersi nella natura incontaminata. Si prosegue il nostro itinerario lungo la costa, giungendo all'insenatura attorno alla quale si sviluppa il villaggio di Capo Mulini. Il borgo si presenta come lingua di pietra lavica dalla linea di costa circondata da numerosi scogli affioranti. Il nome attuale deriva dall'antica presenza di mulini ad acqua successivamente sostituiti da concerie andate distrutte nei secoli. Il rientro è previsto per le ore 16:30.- 17:00. |
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